Troppo sale nei nostri piatti

 

E’ un gesto che molte volte compiamo senza pensarci troppo su: mettere il sale. Mettiamo il sale quasi ovunque sovente troppo, certo per insaporirli magari anche quando non ci vuole per la semplice abitudine di farlo. Eppure il sale fa male. Per farvi un’idea del troppo sale che consumiamo l’organizzazione mondiale della sanità ha monitorato le abitudini alimentari dell’italiano medio constatando che consuma dieci volte di più la quantità di sale che occorre normalmente al nostro corpo, perchè sì il sale fa bene se usato con coscienza diversamente comporta non pochi problemi. Consumare poco sale fa alzare la pressione, ci protegge da malattie cardiovascolari e riduce i rischi di ictus e danni cerebrovascolari inversamente consumare troppo sale espone a pericoli quali infarti, sbalzi di pressione ma danneggia anche la memoria, aumenta il rischio di Alzheimer. Per sale ingurgitato non s’intende solo quello che spargiamo con le dita prendendolo dal barattolo ma anche quello presente in molti alimenti confezionati (pizze, patatine, fritti vari), nelle basi pronte per cucinare come i dadi pronti e negli insaccati naturalmente, nei salumi confezionati il cui consumo dovrebbe essere limitato.

E’ vero altre sì però che mangiare poco sale fa innalzare il colesterolo e di conseguenza gli scienziati hanno aperto una diatriba su quale sia il giusto consumo di sale. Ne è emerso che il quantitativo giusto di sale che deve essere assunto da un adulto è di 2,300 milligrammi al giorno. Ma in fondo noi siamo attratti dal gusto salato no?Dunque come si fa? In realtà è una nostra convinzione perchè il nostro cervello e la nostra lingua dopo poco si abituano alla mancanza di sale non sentendone l’esigenza in ogni caso lo si può diminuire gradualmente sostituendolo dove possibile con sale iodato (anche questo da consumarsi poco) limone, aceto o spezie e occorre controllare il consumo di sale nei cibi confezionati e nei salumi controllando nell’etichetta la quantità di sodio presente.