Tecniche dolci al posto dei sonniferi

Sul fronte delle cure non mancano le buone notizie. E non da oggi. Da tempo, infatti, i farmaci non sono più l’unica strada per uscire dal tunnel dell’insonnia, dato che sono stati sperimentati con successo metodi e terapie alternative fondati sullo studio del comportamento e sulla conoscenza della psicologia dei pazienti.

Conciliare il sonno

La più recente novità è la terapia della luce, o fototerapia, anche se, a dire il vero, curare con lo luce chi non riesce a dormire potrebbe sembrare una contraddizione. Ma le basi, come vedremo, sono scientifiche al 100 per cento e anche piuttosto solide. Infatti lo fototerapia serve a chi soffre di insonnia perché ha l’orologio biologico regolato male e quindi è privo di quella sincronia che permette all’organismo di svegliarsi al mattino e di assopirsi man mano verso le ore notturne. Si può fare anche a casa, utilizzando speciali lampade schermate sia agli infrarossi sia agli ultravioletti per fare sì che lo luce assorbita dagli occhi agisca direttamente sulla ghiandola pineale, o epifisi, e lo stimoli a sintetizzare melatonina. Questo ormone è il principale regolatore del ciclo sonno-veglia; se l’orologio interno di secrezione della melatonina è sfasato, e altera lo secrezione di melatonina, si cerca di sincronizzarlo su ritmi normali esponendo il soggetto alla luce per mezz’ora al giorno e per almeno una settimana. In linea generale, lo luce assorbita al mattino anticipa il momento dell’addormentamento, mentre le sedute pomeridiane lo ritardano.

Penso che lo fototerapia sia destinata a essere utilizzata su vasta scala, infatti si è scoperto che i soggetti sofferenti di alterazioni dei cicli del sonno sono più numerosi di quello che si poteva pensare. Le varie tecniche di rilassamento esplicano la loro azione aiutando essenzialmente a prendere coscienza dei rapporti mente-corpo e, in diversi modi, influiscono sui meccanismi che presiedono alla distensione. È il caso, per esempio, del training autogeno, che si basa sulla ripetizione mentale di formule che richiamano una condizione di benessere; altrettanto valido è il cosiddetto rilassamento progressivo, un metodo che fa concentrare l’attenzione su determinate zone del corpo; poi c’è il bio feedback, che prevede il controllo del corpo con strumenti che ne registrano le comunicano al soggetto) l’attività elettrica. Si tratta di tecniche che necessitano della presenza di un terapeuta; in Italia, comunque, vi sono numerosi specialisti e centri attrezzati di provata serietà.