Curare le emorroidi con erbe e omeopatia

La medicina le annovera tra le patologie dell’apparato digerente e le statistiche ci dicono che sono ai primi posti per diffusione. Le emorroidi, infatti, colpiscono circa il 15 per cento della popolazione mondiale, in particolare di sesso maschile, l’età in cui si manifestano è soprattutto quella adulta, tra i 30 e i 50 anni, anche se negli ultimi anni si sta assistendo a un incremento di questo disturbo in età infantile.

 

Si tratta della dilatazione e dello sfiancamento delle vene, strettamente collegate tra loro, poste a livello del retto e dell’anno (plesso emorroidario), che si infiammano, possono sanguinare e fuoriuscire parzialmente (emorroidi esterne) provocando dolori anche intensi. Il sintomo più frequente, in genere iniziale, è il sanguinamento: può essere più o meno abbondante, ma sempre liquido e senza coaguli, e può apparire al termine della defecazione (specie se difficoltosa) con perdita dal canale anale di alcune gocce di sangue, o può striare le feci. Il sanguinamento può essere completamente asintomatico, cioè rappresentare l’unico segnale della presenza di emorroidi, e comparire dopo un periodo di stipsi o di diarrea o dopo aver mantenuto a lungo la posizione seduta.

Un altro sintomo tipico e frequente è il senso di peso nella regione anale, con sensazione di tensione e un modesto bruciore o prurito dopo la defecazione. Con il progredire della malattia anche i sintomi possono aggravarsi e al modesto bruciore può subentrare un prurito intenso con crisi di dolore e bruciore intensissime. Non sono completamente note le cause e probabilmente non ne esiste una sola. C’è piuttosto il concorrere di più situazioni che contribuiscono a creare sia l’alterazione anatomica sia lo stato infiammatorio responsabile poi dei sintomi clinici. Sicuramente in tutti i casi è presente una certa fragilità costituzionale dei vasi in grado di favorire l’insorgenza, ma si ritiene che la causa principale sia di tipo meccanico con ostruzione al ritorno venoso.